Si OK! Ammetto pure che i tuoi denti sono perfetti ed il modo in cui maneggi le posate è continentalmente invidiabile, ma la domanda rimane, una ragazza come te che ci fa seduta davanti ad un ragazzo come me? Sei troppo carina per aver letto Heinrich Böll e se l’hai fatto allora vuol dire che è arrivata l’ora di buttare la mia copia nell’immondizia. Mi rimane di pensare che se fossi stato calvo e con la panza, non avrebbe fatto differenza alcuna per te… e sinceramente, l’idea è assolutamente aberrante. Sarà pure che in questo momento tu hai capito che sono un po’ disperato, e che in qualche irragionevole modo il mio sguardo esanime riesce a darti la forza di continuare a raccontarmi la tua vita per filo e per segno, ma se tu sapessi quello a cui in realtà sto pensando sicuramente non continueresti a dire che sono così carino.
Ma è proprio possibile che ancora non ti sia accorta che non ho detto nemmeno una parola?
Se ti sentivi così sola potevi almeno dirlo… ci avresti fatto più figura. E’ molto meno triste ammettere… che far finta di essere una persona con una vita piena di affetti e di interessi, chè tanto, fidati…si legge a lettere cubitali nel tuo modo di parlare che la sera il tuo telefono non squilla mai.
E no!…non mi conosci minimamente…e no!…non abbiamo niente in comune…comunque ti do qualche punto per averci provato…Ma per quanto ne sai, io potrei essere un venlafaxina dipendente e per quanto ne so io tu potresti essere un’incantatrice di serpenti …ma resta il fatto che la notte è breve e che noi due, vuoi per colpa del fato avverso, vuoi perché sono amaramente annoiato… non riusciremo mai a conoscere nostri lati segreti. Che ci vuoi fare…succede! Una ragazza come te si merita di rimanere sola.
E anche quando ci troviamo al buio, io riesco ad immaginarmi le facce che fai mentre parli… ininterrottamente …fai facce e parli…e nel buio io piango…
Oddio!…
ma va?
Si!…un’altra parola da quella bocca e io mi sparo!
Potrà pure sembrare presunzione…la mia… ma so cosa ho in tasca e so quello che mi posso permettere, e una ragazza come te in quella borsetta ci tiene solo…bèh…lasciamo perdere!
Non mi resta altro che dire… che però il modo in cui mi guardi …a volte…Dio sei così illusa…che quasi quasi diventi irresistibile!
…allora, che fai?... andiamo a casa mia? Oddio! l'ho appena detto...
OK Ammetto...sono più triste di te! Ma un ragazzo come me non dovrebbe mai rimanere da solo.
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venerdì 13 aprile 2007
lunedì 22 gennaio 2007
Manchevole idiozia
In pratica, sono ritornato al punto di partenza. Volendo, l’avrei dovuto prevedere. Ma se uno, prima di fare una qualsiasi azione, dovesse pensare a tutto quello che gli potrebbe capitare, non si alzerebbe più dal letto. E io a letto già ci sto abbastanza, di mio. Il problema sta nel fatto che sono ritornato da poco ad essere single. E apparentemente i tempi non sono cambiati più di tanto. Perché, anche se la Mussolini continua imperterrita a parlare di emancipazione femminile, sembrerebbe che l’uomo, durante la serata, deve ancora afferrare con violenza quel momento galeotto per chiedere il numero di telefono. Roba da non crederci. Tutto ad un tratto mi trovo catapultato nel 1989, quando, come McFly stavo chiuso nel cesso di una discoteca, asciugando il sudore dalla mia fronte e ripetendo a me stesso con svariati timbri di voce: “ti posso chiamare qualche volta…?” Questo è un girone dell’inferno che non pensavo si riproponesse a quest’età. Ma me lo sono voluto…dirà qualcuno. Vaf£ancu£o! risponderò io.
E se già erano squilibrate da adolescenti….figuratevi ora, con trenta anni di "solitudine" alle spalle. Forse sarebbe meglio diventare monaco buddista obliando così i piaceri della carne, o in alternativa, preservare il proprio corpo sotto sale per generazioni future…ma con questo passo di mazurca che stiamo conducendo…le speranze in un futuro migliore, sono magre per tutti.
Io...il numero lo ricevo. Certo, i riti sono cambiati; non c’è più il pezzo di carta che sistematicamente ti perdevi, adesso c’è il “fammi uno squillo così lo memorizzo”.
…E il numero, apparentemente, venne memorizzato fin troppo bene, perché il mio cellulare suonò molto più di quanto avessi previsto. Il che non è MAI un buon segno. In fin dei conti, l’uomo vuole essere sempre il cacciatore...e l'abboccare un pesce già morto non rallegra nessuno…anche se dentro di noi sappiamo benissimo che non è proprio questo, e che la realtà dei fatti si nasconde in sfumature molto meno profonde, e cioè ...se la Sampdoria sta giocando e sta perdendo…l’uomo non vuole rotti i çog£ion!
Già dal terzo giorno mi rendo conto di aver fatto un errore che mi costerà caro. Non rispondo alle prime cinque chiamate. Alla sesta cedo con un'originalissimo: ”scusa avevo dimenticato il cellulare a casa”
“Ma dove sei stato?”
“In giro….”
“In giro, dove?”
“In giro….con…la macchina???” (sembra più una domanda che una risposta)
“E perché non mi hai chiamata? Lo sai che il venerdì mattina sono a casa”
Per farla breve, in cinque giorni sono uscito con questa ragazza…che chiameremo Marianna…cinque sere…il resto dei cinque giorni fu passato al telefono con la medesima ad ascoltare racconti su le sue amiche invidiose, il boss, il cane e quant’altro…io non ho studiato Psichiatria, ma ho la forte impressione che fra le mani ho un vero caso patologico! Il mio istinto mi dice…di correre in cerca di terre lontane e deserte.
In qualche modo si riesce ad arrivare a Domenica sera. Io penso…stasera non chiamerà…sicuramente è una che si guarda la sfida di Amici. Ma come al solito mi sbagliavo. Accetto così di uscire…con la convinzione che sarà per l’ultima volta.
Sta per arrivare a casa mia. In un momento di panico invoco pure l’aiuto della fedele amica Rachele. La cui, in modo spietato mi dice:”io tifo per lei…per solidarietà femminile” Rachele…non è una partita di calcio, questa! Qui abbiamo a che fare con una folle che ci asporterà il cuoio capelluto, operando con una semplice limetta per unghie, se non si riuscirà a sposare entro la fine dell'anno. Fortunatamente, abbiamo ancora 11 mesi per riuscire a pianificare una fuga.
Arrivo a pensare le cose più assurde…come… provare a dirle esattamente quello che penso, usando però la mia voce da ventriloquo. Potrei poi fare finta di non aver sentito niente, guardandola con lo stesso sguardo di disdegno che si ha verso i barboni quando ti urlano frasi insensate nella metropolitana.
Poi ci rifletto e mi dico…bèh posso farmi odiare…non dovrebbe essere così difficile…milioni di persone già lo fanno, senza che io nemmeno ci provi…figuriamoci se mi mettessi d’impegno.
Adesso sono un uomo con una missione… non mi spazzolo i denti…non mi faccio nemmeno i capelli…e salgo in macchina munito di …cd.
“Cosa hai lì?”
“E’ il mio cd preferito…volevo assolutamente che tu lo ascoltassi…è una giornata che canto questa canzone…”
“Ma di chi è?”
“di Cristian”
“hmm…non penso di conoscerlo”
“ohhhhh…io INVECE penso di si…è impossibile non conoscerlo”
Marianna strabuzzò alle prime note di “Cara”, cercò di abbassare il volume e di parlarci sopra, ma ogni volta che si azzardava a toccare lo stereo, io rigiravo quel pomellino come se la mia vita dipendesse da esso. Poi la interrompevo con un “Aspetta…aspetta…questa parte mi fa letteralmente IMPAZZIRE” e giù… a cantare il ritornello
CARA IL TEMPO VOLA…MA TU DA ORA…CON ME NON SEI PIU’ SOLA
Adesso a squarciagola vicino al suo orecchio.
PER UN AMORE CHE VA UN ALTRO STA NASCENDO DENTRO ME
E DOLCEMENTE TU…SARAI PER SEMPRE…CARA!
Mentre il suo piede schiacciava l'accelleratore a tavoletta, io la rassicuravo dicendole:"questa sarà la nostra canzone!"
Oggi, fui contento quando il telefono non squillò…certo, mi sentivo un po’ bastardo…ma un bastardo libero…fin quando ricevetti un sms che tristemente leggeva: “ho passato una bellissima serata ieri…oggi sono stanca…ci sentiamo buonanotte”
Rachele gentilmente mi ha consigliato una novena infallibile, per l’intercessione di Santa Rita, da fare nei casi di richieste impossibili…
E se già erano squilibrate da adolescenti….figuratevi ora, con trenta anni di "solitudine" alle spalle. Forse sarebbe meglio diventare monaco buddista obliando così i piaceri della carne, o in alternativa, preservare il proprio corpo sotto sale per generazioni future…ma con questo passo di mazurca che stiamo conducendo…le speranze in un futuro migliore, sono magre per tutti.
Io...il numero lo ricevo. Certo, i riti sono cambiati; non c’è più il pezzo di carta che sistematicamente ti perdevi, adesso c’è il “fammi uno squillo così lo memorizzo”.
…E il numero, apparentemente, venne memorizzato fin troppo bene, perché il mio cellulare suonò molto più di quanto avessi previsto. Il che non è MAI un buon segno. In fin dei conti, l’uomo vuole essere sempre il cacciatore...e l'abboccare un pesce già morto non rallegra nessuno…anche se dentro di noi sappiamo benissimo che non è proprio questo, e che la realtà dei fatti si nasconde in sfumature molto meno profonde, e cioè ...se la Sampdoria sta giocando e sta perdendo…l’uomo non vuole rotti i çog£ion!
Già dal terzo giorno mi rendo conto di aver fatto un errore che mi costerà caro. Non rispondo alle prime cinque chiamate. Alla sesta cedo con un'originalissimo: ”scusa avevo dimenticato il cellulare a casa”
“Ma dove sei stato?”
“In giro….”
“In giro, dove?”
“In giro….con…la macchina???” (sembra più una domanda che una risposta)
“E perché non mi hai chiamata? Lo sai che il venerdì mattina sono a casa”
Per farla breve, in cinque giorni sono uscito con questa ragazza…che chiameremo Marianna…cinque sere…il resto dei cinque giorni fu passato al telefono con la medesima ad ascoltare racconti su le sue amiche invidiose, il boss, il cane e quant’altro…io non ho studiato Psichiatria, ma ho la forte impressione che fra le mani ho un vero caso patologico! Il mio istinto mi dice…di correre in cerca di terre lontane e deserte.
In qualche modo si riesce ad arrivare a Domenica sera. Io penso…stasera non chiamerà…sicuramente è una che si guarda la sfida di Amici. Ma come al solito mi sbagliavo. Accetto così di uscire…con la convinzione che sarà per l’ultima volta.
Sta per arrivare a casa mia. In un momento di panico invoco pure l’aiuto della fedele amica Rachele. La cui, in modo spietato mi dice:”io tifo per lei…per solidarietà femminile” Rachele…non è una partita di calcio, questa! Qui abbiamo a che fare con una folle che ci asporterà il cuoio capelluto, operando con una semplice limetta per unghie, se non si riuscirà a sposare entro la fine dell'anno. Fortunatamente, abbiamo ancora 11 mesi per riuscire a pianificare una fuga.
Arrivo a pensare le cose più assurde…come… provare a dirle esattamente quello che penso, usando però la mia voce da ventriloquo. Potrei poi fare finta di non aver sentito niente, guardandola con lo stesso sguardo di disdegno che si ha verso i barboni quando ti urlano frasi insensate nella metropolitana.
Poi ci rifletto e mi dico…bèh posso farmi odiare…non dovrebbe essere così difficile…milioni di persone già lo fanno, senza che io nemmeno ci provi…figuriamoci se mi mettessi d’impegno.
Adesso sono un uomo con una missione… non mi spazzolo i denti…non mi faccio nemmeno i capelli…e salgo in macchina munito di …cd.
“Cosa hai lì?”
“E’ il mio cd preferito…volevo assolutamente che tu lo ascoltassi…è una giornata che canto questa canzone…”
“Ma di chi è?”
“di Cristian”
“hmm…non penso di conoscerlo”
“ohhhhh…io INVECE penso di si…è impossibile non conoscerlo”
Marianna strabuzzò alle prime note di “Cara”, cercò di abbassare il volume e di parlarci sopra, ma ogni volta che si azzardava a toccare lo stereo, io rigiravo quel pomellino come se la mia vita dipendesse da esso. Poi la interrompevo con un “Aspetta…aspetta…questa parte mi fa letteralmente IMPAZZIRE” e giù… a cantare il ritornello
CARA IL TEMPO VOLA…MA TU DA ORA…CON ME NON SEI PIU’ SOLA
Adesso a squarciagola vicino al suo orecchio.
PER UN AMORE CHE VA UN ALTRO STA NASCENDO DENTRO ME
E DOLCEMENTE TU…SARAI PER SEMPRE…CARA!
Mentre il suo piede schiacciava l'accelleratore a tavoletta, io la rassicuravo dicendole:"questa sarà la nostra canzone!"
Oggi, fui contento quando il telefono non squillò…certo, mi sentivo un po’ bastardo…ma un bastardo libero…fin quando ricevetti un sms che tristemente leggeva: “ho passato una bellissima serata ieri…oggi sono stanca…ci sentiamo buonanotte”
Rachele gentilmente mi ha consigliato una novena infallibile, per l’intercessione di Santa Rita, da fare nei casi di richieste impossibili…
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